
IL TERREMOTO IN ABRUZZO - UN ANNO IN DIECI PUNTI
L'Aquila , un anno dopo
Il 6 Aprile, gli amici Aquilani ci vorrebbero vedere tutti tornare nella loro città, ma ciò per molti non sarà possibile. Per tantissimi di noi da quella notte di un anno fa, iniziò un duro e urgente lavoro per dare assistenza, soccorso e conforto a persone che in pochi secondi persero, parenti, amici, case, lavoro e rischiarino pure di perdere anche la loro essenza di comunità. Ma gli abruzzesi abbiamo imparato poi conoscerli come gente tosta che barcolla ma non molla. In molti dalle loro città, ripercorreranno quella strada che li portò ad essere a L'Aquila, in quei giorni e nei mesi successivi, ma in tanti non potremo essere fisicamente lì con loro, come abbiamo fatto dopo quella notte.
Possiamo però esserci con lo spirito e manifestare questa nostra volontà, mettendo per questa notte, alle nostre finestre, dall'imbrunire del 5, fino all'alba del 6 aprile, delle candele accese. Possiamo illuminare l'Italia se lo vogliamo e ci crediamo, come la illuminammo quella notte, svegliati tutti da quell'ordine collettivo e nazionale di mobilitazione, anche un po' caotico, che sentimmo ripetere per telefono, dalle televisioni, da internet e dalle radio: "Tutte le colonne regionali, convergano sull'Abruzzo" .
mille divise , cento colori , un unico CUORE ; una grande famiglia :
noi Volontari di Protezione Civile